La duttilità è una qualità condivisa da tutti i classici di base, vale a dire quegli elementi di abbigliamento e di abbellimento che sono punti di riferimento fissi, fondamentali ed inevitabili nel guardaroba contemporaneo.
Per esempio le petite robe noire, la camicia bianca, gli stivali. Oppure le perle. La consueta panoplia della signora comme il faut si presta volentieri a innumerevoli variazioni, molte più, di quante non potevano sospettare le signore di una volta.
Se è vero che non esiste forse nulla di più azzeccato del solito filo di perle al collo per sintetizzare in un flash l’idea di perbenismo. è pur veroche basta moltiplicare i fili – tre, cinque – per allontanarsi gradualmente dalla convenzione – sette, nove – e raggiungere – undici, quindici – alti livelli di sofisticatezza.
Le perle hanno una vita al di la del bon chic bon genre. Come per gli altri classici,
il segreto sta appunto nel modo in cui sono indossate. Emblemi d’innocenza e di eleganza,
le perle possono – o per alcuni piuttosto devono essere impiegate come strumenti d’indisciplina estetica.
In materia di squisita stravaganza, la nostra modernità ritiene come immagine fondatrice
quella di Audrey Hepburn nella scena iniziale di Breakfast at Tiffany’s.








